
Una delle caratteristiche più diaboliche del mio carattere è la capacità innata di "leggere a pelle" le persone. O per lo meno, la tendenza di condizionare il futuro sviluppo del rapporto dalle sensazioni avute nei primi incontri/discussioni.
Tra le cose che vengono "registrate" piano piano andando avanti col rapporto (di amicizia o di amore che sia) ci sono i punti deboli della persona di fronte. Senza volerlo! Si individuano per evitarli nella discussione, per essere gentile e per non fare gaffes.
Ma vengono "conservate e catalogate" nonché parcheggiate in attesa di un uso "diverso" come vendetta o difesa.
Ecco perché quando "parto" con uno sfogo, lo scrivo ma poi ci dormo su una notte...... Scrivo cose che possono far male perché miro senza pietà quello che ho "visto e percepito".
8 volte su 10 le cancello ..... le altre 2 le modifico......
5 commenti:
Carissimo, male comune... Ho deciso (più per indole che per gentilezza) che, quei punti deboli, non li considero. Non mi piace "approfittarne". Mi sembra di violentare il malcapitato, da dentro, una cosa che a me farebbe tanto male, perché anche io non sono esente da debolezze... Però ti capisco. Più che una benedizione, questa "empatia naturale", è una dannazione, un tarlo...
@Digito: Non saprei. Direi che è meglio avere tante informazioni da gestire, anche con fatica, che non averne per niente. Non trovi?
Pienamente d'accordo. Resta il fatto che gestire e usare sono due cose diverse. Il potere, del resto, è "potere" per potere. Chiaro, no?
io ho invece imparato a non fidarmi delle prime impressioni, perchè se è vero che perlopiù ci azzecco, capita a volte di sbagliarmi e poi ci rimango male... quindi mai più giudizi affrettati, le debolezze altrui le perdono così loro saranno ben disposti verso le mie.
@Digito: chiarissimo (?)
@Zefirina: Bellisima visione. Il mio spigoloso carattere non me lo permette. Ricorda. Sono più spietato con me stesso che con gli altri!
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